Colori e interior design: bianco

In design by Forteshire

Senza paura di smentita possiamo affermare che il bianco è il colore in assoluto più utilizzato nelle nostre case. Comunemente usato per le pareti e i soffitti, è anche il colore della maggior parte dei bagni e compare in quantità anche nelle cucine. Questa scelta non è priva di ragioni, anzi. Eppure il bianco è anche un colore che conosciamo poco e con il quale commettiamo spesso qualche errore di valutazione.

Da dove viene il colore bianco?

E’ un’ottima domanda a cui non esiste una risposta precisa. Fu uno dei primissimi colori a finire nelle pitture rupestri degli uomini primitivi, perché si ottiene facilmente da minerali comuni come il gesso e la calcite. Fin dall’epoca degli antichi egizi e greci, il bianco fu associato a valori positivi come vita, serenità e purezza. A differenza, ad esempio, del verde di cui abbiamo già parlato, il bianco è riferito in modo più intimo agli esseri umani e alla loro spiritualità, piuttosto che alla natura tutta. Non a caso, fu il colore utilizzato per le vesti di sacerdoti e sacerdotesse.

In epica medievale troviamo il bianco è più direttamente associato alla castità, al sacrificio e alla purezza d’animo. Bianche sono le vesti in cui è avvolta la divinità nelle pitture di importanti artisti, come bianca è la sua barba. Dettagli di questo colore ricorrono negli abiti di moltissimi ordini sacerdotali cristiani, mentre le vesti papali sono quasi interamente bianche.

Alcuni studiosi dicono che, probabilmente, l’associazione così forte tra il bianco e il concetto di vita, nascita e spiritualità potrebbe essere nata dalla vista del latte materno, primo ed essenziale nutrimento umano.

Il bianco è anche particolarmente adatto a rappresentare la purezza perché, come sappiamo bene, qualsiasi impurità o macchia si vede immediatamente su uno sfondo candido. L’unica opzione per evitare l’effetto sporco è essere assolutamente e completamente immacolato.

Che effetto ha su di noi?

Nel corso della nostra storia il bianco è stato accostato agli ambianti sanitari, come gli ospedali. Questo legame tra il colore e l’idea di pulizia lo ha quindi portato nei nostri bagni, proprio perché la sua capacità di far risaltare la sporcizia aiutava a individuarla e quindi a rimuoverla. Poi è diventata una tradizione come molte altre.

Tendiamo a sentirci più rilassati in un posto in cui il bianco è presente, anche perché esalta la luminosità ambientale. Eppure, se diventa troppo, può diventare ansiogeno. Occorre quindi fare molta attenzione e imparare a conoscerlo.

Le tante sfumature

Avorio, antico, latte, floreale, fantasma, ghiaccio, … si potrebbe andare avanti a lungo. Il bianco puro è assolutamente neutro e qualsiasi minuscola variazione ne cambia completamente il colpo d’occhio creando un carattere decisamente diverso e unico. L’effetto di un piccolo cambiamento nella tonalità di bianco può essere percepito come più forte di un analogo cambiamento in un altro colore.

Inoltre a sfumature diverse corrisponde un diverso comportamento con la luce. Una parete bianco latte o bianco avorio possono sembrare simili se poco illuminate ma la situazione cambia completamente appena la nuvola si scosta dal sole.

Per questo motivo occorre valutare con cura non soltanto la tinta, il tono di colore che si desidera, ma anche la qualità del materiale. Lo stile nordico, ad esempio, normalmente caratterizzato da ambienti minimali, da legni chiarissimi (spesso bianchi, appunto), pareti candide e pochi elementi a contrasto, esploderebbe se si scegliessero mobili lucidi e materiali troppo riflettenti. Per evitare che le stanze vengano invase da troppa luce chi sceglie questo stile di arredo normalmente preferisce una certa opacità, in modo che la luce venga accolta dagli elementi bianchi e trattenuta, non riflessa con violenza.

Attenzione: punti luce e colori

Questo concetto è semplice ma molto importante: all’interno di un ambiente in cui il bianco è predominante, la nostra attenzione viene attratta dal punto più illuminato o dalla presenza di un elemento colorato.

Considerate attentamente dov’è la vostra finestra e dove sistemare i punti luce artificiali, perché di giorno e di notte la vostra stanza vi restituirà due quadri differenti, mutando di molto l’atmosfera. Con un’accurata progettazione, questa caratteristica può diventare uno strumento interessante per ottenere due ambienti diversi da un solo posto.

Stessa cosa per quanto riguarda gli elementi colorati: un cuscino rosso, un paesaggio marino appeso alla parete, una cucina colorata o un piano di lavoro nero. Quale che sia la vostra scelta ricordate che sistemare un dettaglio colorato in un ambiente candido equivale a metterlo al centro di un palcoscenico dove verrà inevitabilmente notato e ricordato.

Il rischio di perdersi

Il bianco, abbiamo detto, è neutro. Fornisce una base, si accosta facilmente ad ogni altro colore eppure non lo incornicia, non bilancia la sua presenza con la propria. A differenza di altri colori come il verde o il blu, il bianco non crea un nido in cui rifugiarsi ma piuttosto uno spazio aperto in cui è possibile tanto trovare libertà quanto rischiare di perdersi, sentirsi un po’ sopraffatti. Occorre quindi stabilire dei margini, dei confini, un po’ per evitare l’effetto straniante e un po’ per evitare l’anonimato che un ambiente eccessivamente candido potrebbe dare.

E’ possibile creare questi margini anche accostando tra loro diverse tonalità di bianco ma, personalmente, ci sentiamo di sconsigliare questa pratica: nonostante all’inizio sembri dare risultati efficaci, non è raro che sul medio periodo appaia una soluzione noiosa e troppo priva di carattere.

Meglio allora far tesoro della capacità tipica del bianco di fornire una base universale e azzardare accostamenti più decisi con altri colori. L’effetto che otterremo sarà decisamente più personale.

Il bianco in interni: usarlo o meno?

Di solito noi sconsigliamo un uso vasto del bianco per gli interni. Non c’è nulla che non vada nel colore in sé, ovviamente, ma le nuove tendenze e i nuovi studi di design suggeriscono che il benessere che possiamo trarre da un ambiente candido è inferiore rispetto ad altre.

Dovremmo iniziare a considerare il bianco come un colore di accompagnamento, anche più del nero, e usarlo per specifici dettagli a cui vogliamo dare risalto in mezzo ad ambienti colorati. Questo approccio moderno è più tradizionale di quanto si pensi: il bianco è sempre stato associato all’elemento di purezza in mezzo a tanti altri. Basti pensare all’abito della sposa e a quanto rigoroso sia (di solito) il divieto per chiunque altro di indossare il bianco in quel giorno. La stessa esclusività possiamo riservarla ai nostri interni, studiando con cura a cosa vogliamo dare risalto.

Se invece si desidera un ambiente in cui il bianco sia dominante, la nostra raccomandazione è di valutare bene materiali e tonalità, proprio per non avere brutte sorprese quando la luce cambia dalla mattina alla sera o dall’estate all’inverno. L’esperienza di un designer, in questi casi, potrebbe rivelarsi essenziale.

Conclusioni

Il bianco è parte della nostra storia e delle nostre tradizioni, da sempre. Lo vediamo in casa, lo associamo a pulizia, guarigione, luce e serenità di spirito. Non c’è ragione di privarci di tutto questo. Certamente dobbiamo anche imparare a conoscerlo meglio e dosarlo, inserirlo in un contesto adeguato.

Nei prodotti che trattiamo il bianco ha un posto d’onore. Neptune ha compiuto ricerche approfondite per individuare alcune magnifiche tonalità di bianco. Salt, Shell e Snow sono tra le sfumature più affascinanti offerte dalla casa di interior design inglese.

Paintmakers Company offre una una vasta gamma di bianchi per ogni esigenza, sia per le pareti che nel caso si voglia dare un nuovo aspetto a un mobile: i bianchi Savoy, Fresco, Déco, Frank, Chateau, Pianissimo, e poi il White collar, il George white e lo Slow white sono solo alcune delle opzioni possibili.

Sulle rispettive sezioni del nostro sito potrete trovare altre informazioni utili. Vi ricordiamo infine che lo staff di Forteshire è sempre pronto a fornirvi consulenza.