Colori e interior design: verde

In consigli, design by Forteshire

Le foglie, la natura e i bollini che al supermercato ci indicano certi prodotti come biologici, naturali o biodegradabili. Il rapporto tra il colore verde e la natura è ovvio e strettissimo. Il verde però, se ci pensate, è un anche un colore difficile, complesso. Esattamente come per la natura, anche il verde sembra nascondere dei segreti e non tutti perfettamente rassicuranti.

Il verde giusto è uno sconfinato e tranquillizzante prato erboso o un albero sotto cui ripararsi dal sole. Il verde sbagliato è una giungla piena di pericoli. Ma è possibile farne buon uso nelle nostre case?

Certamente. Vediamo.

Da dove viene il verde?

Ai tempi delle caverne il verde non si usava nelle pitture rupestri ma, ad esempio, già gli egizi ne facevano uso e ci coloravano il corpo del Dio Osiride perché veniva considerato un essere che risorgeva continuamente, come la natura.

Non si hanno grandi notizie su come venisse ricavato in tempi molto antichi il pigmento verde. Nell’antica Grecia veniva accostato al colore dei porri. Nella lingua anglosassone la parola green deriva dal termine grene che indicava sia l’erba che il concetto di crescita. Non troppo distante andavano ai latini, dove con viridis si indicava un essere verde ma anche il germogliare. Insomma, comunque e giustamente ogni cultura da ogni parte del mondo accostava questo colore al concetto di crescita e rigogliosità.

Più tardi, nel medioevo, il verde inizia a essere prodotto mettendo a mollo il rame nell’aceto. Si produceva così un pigmento chiamato verdigris che fu largamente usato nell’arte dell’epoca. Sempre nel medioevo il colore verde assume una sua connotazione sociale basata su quanto era difficile produrlo, e quindi raro.

Il porpora e l’oro erano colori riservati agli ecclesiastici più importanti e ai re. Il blu era tanto importante da diventare il colore ufficiale del velo della Madonna. Questo perché, come abbiamo visto o vedremo, erano colori preziosi, ottenuti a partire da risorse difficili da trovare e lavorare. Il verde molto meno, anche se non era comune come certi marroni o grigi e quindi finì per rappresentare la classe di mezzo, quella borghesia fatta da mercanti, banchieri e certi artigiani.

Il verde era anche un colore dedicato alle donne che si dovevano sposare o che stavano aspettando un figlio, proprio per la sua associazione con il concetto di fertilità, riproduzione e speranza.

Oggi di verde ne abbiamo molti esempi, alcuni estremamente caratteristici e altri molto comuni.

Cosa significa?

Il verde ha due volti. Uno è quello positivo, vitale.

La natura, come concetto, ricopre per l’uomo il significato di vita. Se c’è natura vuol dire che ci sono risorse, che c’è acqua e sole. Significa anche che ci sono animali che potranno essere cacciati e mangiati. Queste simbologie antiche non si usano più, ovviamente, ma l’associazione è rimasta ben impressa nella mente dei contemporanei.

La visione del verde quindi ci riporta all’abbondanza, alla quiete, alla tranquillità. Concetti simili al blu, se ci pensiamo, eppure diversi nella sfumatura: se il blu è un colore prettamente riflessivo e interiore, il verde crea il contesto per l’azione. Ad esempio pare che mentre molte tonalità di blu riducano il senso di appetito, il verde lo aumenti. Per questo, insieme al giallo e al rosso, è spesso presente nel logo e nell’arredamento dei grandi brand della ristorazione.

Quindi, il verde contribuisce a una sorta di equilibrio, di armonia, speranza e serenità che ci fa sentire più sicuri e più padroni della situazione.

Non a caso il tavolo su cui si gioca d’azzardo è tradizionalmente verde, così come i segnali di permesso, proprio perché fonde insieme valori positivi, incoraggianti e una grande eleganza estetica.

Il lato oscuro

Il verde era anche il colore del veleno, del serpente, della gelosia e della rabbia. Verde di bile è una frase che usiamo ancora oggi e per Shakespeare la gelosia era un mostro dagli occhi verdi che dileggia la carne di cui si nutre.

Il verde è quindi l’altro aspetto della crescita: l’incontrollabilità, il mistero, il pericolo ignoto che si annida nella natura.

Va detto però, che questo lato oscuro del verde può essere tenuto a bada facilmente quando andiamo a scegliere il colore dei nostri mobili o delle nostre pareti. Ormai siamo perfettamente in grado di miscelare i colori a piacimento, e grandi marche come Neptune e Paintmakers hanno fatto studi approfonditi prima di mettere sul mercato le loro tante sfumature.

Quindi non perdiamoci ulteriormente in chiacchiere e arriviamo al nocciolo della questione.

Come si usa il verde nell’interior design?

Non esistono regole d’oro che possano prescindere dal gusto personale e dalla situazione. Un luogo che non sia una residenza privata e che punti a stupire i visitatori potrebbe tranquillamente ricorrere al verde per darsi un alone di mistero e fascino.

Ma se parliamo delle nostre cose, in condizioni normali, allora è buona norma cercare dei verdi che non siano né troppo chiari, né troppo scuri. Il verde eccessivamente chiaro si lascia contaminare troppo facilmente dai colori circostanti, e potrebbe apparire molto diverso da come era nelle nostre intenzioni al variare della luce oppure se abbinato a un rosso troppo presente.

D’altro canto, un verde molto scuro può indurre una nota scomoda nell’atmosfera, come una punta di disagio.

Scelto opportunamente, invece, questo colore può diventare una risorsa notevole e contribuire a quello stato di maggior benessere e naturalezza che in tanti oggi cercano sempre più spesso.

Salvo eccezioni, il verde può essere scelto come colore predominante soprattutto in bagno e in camera da letto.

In bagno una buona tonalità di verde, accompagnata dalla presenza dell’acqua e dalla forte luminosità, restituirà a pieno titolo il suo effetto rinvigorente e la sensazione di equilibrio e benessere che associamo alla natura.

In camera da letto un verde anche più scuro può creare un’atmosfera raccolta, come se si fosse dentro ad una bolla protetta in cui rigenerare corpo e spirito. Molti interior designer consigliano, nel caso il verde sia scelto per le pareti, di mantenere il soffitto di un colore più chiaro per evitare un effetto lugubre ma, sinceramente, molto dipende dalla tonalità e da com’è fatta la stanza.

Anche uno studio può essere un buon punto in cui usare il verde, soprattutto se vi si svolge un lavoro che non è soltanto di studio ma anche produttivo, artistico o tecnico. Come dicevamo il verde favorisce il passaggio all’azione.

Nelle altre stanze, seppur con tutti i se e i ma del caso, si consiglia di usare il verde in abbinamento ad altri colori, il che ci porta alla prossima domanda.

Come si abbina il verde ad altri colori?

Associato al bianco e al blu, il verde (soprattutto nelle sue tonalità più chiare) suggerisce freschezza, vivacità e creatività. L’effetto visivo è piacevolmente freddo, paragonabile per alcuni al gusto della menta. In un salotto questi abbinamenti possono contribuire a un’atmosfera predisposta a fitte conversazioni, e in cucina possono esprimere creatività e salubrità.

Insieme al marrone e al beige, il verde recupera la calma secolare degli alberi e della natura. Probabilmente ognuno di noi ha in mente almeno un luogo in cui una comoda poltrona era immersa nel beige e nel verde, e probabilmente ce ne ricordiamo come di un posto calmo, silenzioso e accogliente; adatto al riposo e a recuperare le forze.

Con il giallo, il verde crea un abbinamento particolare ed esplosivo. Certamente non per tutte le stagioni (e le stanze), ma senza dubbio adatto agli spazi riservati ai più giovani. Con la giusta moderazione, però, elementi gialli e verdi possono comparire insieme ovunque proprio per dare un tocco di energia, come una goccia di limone.

Infine, ma non certo ultimo per importanza, lo storico abbinamento con il rosso e con il viola. Verdi e rossi sono complementari, cioè si trovano agli opposti dello schema dei colori. Quindi la loro unione è praticamente perfetta nella maggior parte dei casi. Si deve solo star attenti alle tonalità, in modo che nessuno dei due prevarichi l’altro in modo non desiderato.

Verde e rosso sono normalmente associati al Natale ma in verità sono colori regali, assieme al viola, che un tempo erano associati alle più alte cariche della società e che ancora oggi suggeriscono importanza e autorità.

Conclusioni

Come sempre, la prima raccomandazione è quella di non fare proprio tutto da soli. Il consiglio di un consulente esperto può davvero aiutare a chiarire dei dubbi e a sollevare questioni a cui magari non si era neanche pensato.

Il verde è un colore davvero meraviglioso, potente e carico di vibrazioni positive che riescono a non essere mai banali.

Relativamente poco usato nei nostri interni, può invece trasformarsi nella chiave di volta per trasformare una stanza e renderla un luogo stimolante, capace di aiutarci tanto a rigenerarci quanto a essere produttivi.

Dal canto nostro non facciamo mistero di amarlo: lo storico simbolo di Forteshire è una scritta bianca in campo verde a richiamare quel verde inglese che tante volte ritorna anche nei prodotti che trattiamo.

Neptune e AGA realizzano meraviglie con questo colore: le sobrie tonalità Moss e Cactus della Neptune sono perfette per rilassarsi mentre le AGA British Racing Green o Pistachio sono cucine che fin dal colore incoraggiano all’uso e richiamano alla qualità del cibo che effettivamente producono. E la Paintmakers, infine, offre una vasta gamma di verdi e stencil: dal Paint it green al Tartan, dal Gentry al Frida loves Diego fino al Cleopatra’s Gemstone e al Forest Dusk. Interessante anche il prodotto Paintmakers Authentic rust & Verdigris, che serve a trasformare pareti ed altri elementi d’arredo in superfici metalliche arrugginite o ossidate tramite un processo reale.

Se state valutando il verde per la vostra casa non esitate a contattarci. A breve aprirà anche la nostra nuova sede a Milano e saremo ancora più raggiungibili.